Attenti agli annunci truffa, ogni lavoro merita il giusto compenso, non svendetevi.

Navigando tra gli annunci di lavoro di Twago mi sono imbattuto in un annuncio molto interessante e che prometteva dei buoni guadagni. Si ricercavano degli articolisti, con un compenso di 300-800 euro.
Penso..buono! Vediamo come va.
Bisogna ovviamente registrarsi per rispondere all’annuncio, ma scrollando la pagina verso il basso mi accorgo che ci sono due commenti. Due commenti??
Già, la piattaforma Twago ha avuto il buon senso di permettere agli inserzionisti e a chi cerca lavoro di lasciare dei commenti per:

  • chiedere informazioni più dettagliate;
  • fare domande tecniche;
  • segnalare che il budget non rispecchia le specifiche del progetto.

Scelgo quindi una delle prime due, un po’ a casaccio quindi, ma del resto non c’era l’opzione “segnala che l’inserzionista è un truffatore incompetente”.
Nei commenti infatti era presente la domanda di chi interessato chiedeva maggiori delucidazioni, e di seguito la risposta dell’inserzionista che spiegava in 3 righe scarse il funzionamento dei guadagni.

Intanto c’è da chiedersi cosa ci sia da spiegare, io scrivo e  tu mi paghi per quello che scrivo secondo accordi presi in precedenza. Non dovrebbe funzionare in questo modo?

L’inserzionista affermava che il lavoro funziona così:
“Bisogna essere in possesso di un account Google Adsense, e inserire poi il codice a noi assegnato nel sito in questione per poter guadagnare poi dalla pubblicazione degli articoli. Il 60% dei guadagni è assegnato a voi, il restante 40% al portale. Più gli articoli sono interessanti più si guadagnerà.”

Cavolo! non sarà un po’ troppo riduttivo? Ve lo spieghiamo noi quindi.
Il sistema in questione si chiama Adsense Revenue Sharing, ed è utilizzato negli ormai noti siti di Paid to Write (“pagati per scrivere”, dove pagati non lo si è MAI direttamente, ma pagano le pubblicità di Adsense).
Questi siti, riconosciuti regolarmente da Adsense, ci permettono in poche parole di ritagliarci un nostro piccolo spazio pubblicitario sul loro sito.

Il funzionamento è questo:
ci si registra innanzitutto su Google Adsense e ci verrà assegnato un codice identificativo univoco. Questo codice dovremo poi inserirlo nel portale su cui vogliamo scrivere articoli.
Ogni volta che scriviamo un articolo, nella pagina del nostro articolo verranno generati annunci pubblicitari pertinenti (più o meno) a quello che abbiamo scritto. Quegli annunci pubblicitari sono di nostra proprietà grazie al codice Adsense inserito in precedenza.

Cosa significa?
Semplicissimo. Se qualche lettore, leggendo gli articoli scritti da noi, cliccasse sulle pubblicità presenti all’interno della nostra pagina (l’articolo), questi click genereranno un piccolo guadagno, che non è possibile conoscere purtroppo, ma che può variare da pochissimi centesimi a più di un euro.
Il guadagno quindi NON è assolutamente certo. Non è detto quindi che ci siano click. Il guadagno, va detto, è potenziale.

La persona che inserisce un annuncio del genere è perciò una persona scorretta, in quanto attira sul suo annuncio persone che davvero cercano un lavoro, che magari sono proprio degli articolisti. In più fornisce solamente il 60% dei guadagni!

Ancora più scorretto se si conosce il funzionamento di questi siti, in quanto:

  • la percentuale è decisa proprio dagli amministratori del sito;
  • il guadagno è potenziale, il che significa che su 100 visualizzazioni del nostro articolo, 60 volte saranno presenti i nostri banner pubblicitari, mentre il restante 40 saranno presenti i banner pubblicitari del proprietario del sito.

La percentuale è ovviamente troppo alta, in suo favore, non essendoci guadagni diretti.
Sarebbe buona cosa che chi proponesse queste “offerte” come un lavoro pagasse piuttosto i suoi articolisti anche soltanto 1 o 2 euro ad articolo, in quanto 100 articoli porterebbero sicuramente un guadagno immediato variabile tra i 100 e i 200 euro, mentre il guadagno sui siti di paid to write è solamente potenziale e può sì essere superiore ai 200 euro, ma anche nettamente inferiore ai 100.

CONCLUSIONE

Quì non si sta criticando il sistema del paid to write, che è un sistema equo ed onesto se tutto è spiegato dettagliatamente, quì si sta criticando chi crede di trovare galline dalle uova d’oro (gli articolisti) usando delle false promesse di guadagno, soprattutto spiegate in malo modo.
È sicuramente più dignitoso scrivere gratuitamente per un progetto in cui si crede piuttosto che farsi fregare con false promesse.
Se sei un articolista di professione, non svenderti, perhé sprecheresti il tuo tempo dietro qualcosa che non porterà mai i frutti sperati, piuttosto apriti un tuo sito (se ne hai bisogno ti spiegheremo noi come fare), scrivi sugli argomenti verso cui sei più portato e inizia a guadagnare per conto tuo.

Foto credits | Images_of_Money

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05. Marzo 2012 by admin
Categories: Annunci assurdi | Tags: , | Leave a comment

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